Psicologo a scuola

Laurea in psicologia dello sviluppo il percorso e gli sbocchi

Con i tempi che corrono oggi si può notare un certo senso di sfiducia nei confronti dei corsi di laurea in generale. A preoccupare sono le possibilità di sbocchi professionali che, con la crisi, si sono effettivamente ridotti. Eppure ci sono ancora diverse professioni che possono dare notevoli opportunità, come per esempio quella dello psicologo. Certo, anche in questo ambito ci sono varie direzioni, diversi percorsi tra cui scegliere una volta laureati, ma una laurea in psicologia dello sviluppo anche triennale apre diverse opportunità, dal lavoro nei servizi sociali, assistenziali, all’interno di associazioni, organizzazioni, consulenza nelle scuole e via dicendo.

Meglio triennale o laurea magistrale?

Chiaramente una laurea magistrale offre diverse opportunità rispetto alla laurea triennale, come è facile immaginare prepara lo studente in modo più completo, tuttavia, anche con una laurea triennale in scienze e tecniche psicologiche l’esercizio della professione in diversi ambiti è fattibile, si può sempre comunque decidere di continuare il percorso di laurea con gli ulteriori due anni di specializzazione in seguito. A questo punto si può invece pensare quale percorso sia da preferire, se nell’università pubblica o privata. Ci sono diversi enti che offrono un percorso formativo di qualità. Ma come orientarsi quindi per la scelta? Il ragionamento va fatto in base a ciò che si sta cercando, alla luce del fatto che un percorso di laurea privato, come quelli proposti da Sed-firenze.it, consente di avere soprattutto un numero di studenti controllato, quindi lezioni con pochi studenti rispetto all’università pubblica e con una migliore possibilità di sfruttare il materiale didattico.

Il curricolo triennale, cosa offre

Con questo percorso che dura, appunto, tre anni, quindi 6 semestri, si devono ottenere 180 crediti ECTS, alla conclusione del percorso si ottiene il titolo di Baccalaureato in Psicologia dell’educazione, esattamente equivalente al titolo di Psicologia dell’educazione UPS, i crediti ECTS e CFU sono equivalenti. Con questo titolo si acquisiscono dunque competenze per poter operare nell’ambito dei servizi diretti alle famiglie, alle comunità, ai gruppi, ma si può operare anche nell’ambito dei servizi sociali e formativi, insomma le opportunità sono diverse.

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Possono accedere tutti a questo percorso?

In realtà tutti possono accedere al percorso di laurea in psicologia dello sviluppo, ma bisogna fare un distinguo tra università pubblica e percorsi privati. Le università possono offrire percorsi di laurea anche aperti, oltre a quelli a numero chiuso, diciamo che dipende un po’ dalla facoltà, mentre le scuole private, in genere, offrono percorsi di formazione a numero chiuso, proprio per garantire la qualità di quello che è il percorso di studi. Vi si accede quindi previo superamento di un test, ma in genere al momento della richiesta di informazioni questi test vengono ampiamente illustrati e vengono consigliati anche i libri sui quali studiare ed esercitarsi.

Come trovare lavoro senza avere esperienza?

Come trovare lavoro senza avere esperienza?

Oggi trovare lavoro è impresa ardua, lo testimoniano, se mai ci fosse bisogno delle statistiche, i numeri diffusi dall’Istat che riferiscono una disoccupazione giovanile che si attesta intorno al 40%.

Certamente avere avuto esperienze nel mondo del lavoro aiuta perché sempre più spesso le aziende richiedono personale già esperto in modo che il neo assunto dia da subito un alto rendimento, cosa che non può garantire chi inizia da zero.

Non devi, però, scoraggiarti: se non hai esperienza puoi comunque provare a trovare un’occupazione. Per trovare un lavoro devi partire dal tuo curriculum.

Come strutturare il Curriculum

Se non hai alcuna esperienza lavorativa sul curriculum devi evidenziare prioritariamente i tuoi meriti scolastici, le tue attitudini e mettere soprattutto in luce la tua disponibilità al lavoro anche su turni e in giorni festivi, se serve.

Metti anche in evidenza la disponibilità a contratti a termine, come sostituzione temporanea di personale o a Part Time.

Aumenta le possibilità di trovare lavoro

Puoi aumentare le possibilità di trovare lavoro anche senza avere esperienza in vari modi:

  • Impegnati in corsi formativi che ampliano le possibilità lavorative; più sei formato maggiori sono le possibilità.
  • Impegnati in un’attività di volontariato: è molto gradita dai datori di lavoro perché è una dimostrazione tangibile di buona volontà nel darsi da fare.
  • Cerca qualsiasi lavoro onesto che ti permetta di vantare una qualunque esperienza, in un bar, un supermercato eccetera e nel frattempo ti dà anche un introito economico che in qualche modo ti gratifica.
  • Iscriviti alle varie Agenzie di lavoro interinale sul territorio; può darsi che non sia il tuo lavoro definitivo ma qualunque occasione di accumulare esperienza ti sarà utile per cercare un lavoro migliore.

Spargi la voce tra amici, conoscenti, dal tuo parrucchiere, dal panettiere, che sei alla ricerca di lavoro, non si sa mai, il passaparola talvolta funziona meglio di mille lettere.

In ogni caso non scoraggiarti mai e gira tutte le aziende che conosci che potrebbero potenzialmente darti un lavoro.

Troverai sicuramente molte porte chiuse ma seminare è l’unico modo per sperare di raccogliere.
Impegna anche un po’ di tempo su Internet: talvolta si possono trovare occasioni di lavoro anche attraverso questo canale, attiva gli Alert di proposte di lavoro dai vari siti tipo indeed.it o altri, non tralasciare alcuna possibilità: Nessuno verrà a bussare alla tua porta per chiederti se vuoi lavorare, devi essere tu a impegnare tutte le energie possibili nella ricerca.

Se vuoi saperne di più ti consiglio di leggere anche questi 3 consigli per trovare lavoro!

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Come imparare a suonare la chitarra classica?

IL CLASSICO NON MUORE MAI

Lo strumento che ha incantato generazioni

Le sue forme delicate, la leggerezza dei suoni e la sua leggiadra melodia l’hanno resa nel corso della storia uno strumento degno di nota.
Fabrizio De André rese la sua chitarra pura poesia per le orecchie di chi la ascoltava, è un gioco di emozioni generato da un arpeggio fine e delicato.
Essa non incanta solo chi la ascolta, ma è pura soddisfazione anche per chi arriva a domarla con la sua bravura tecnica.
Ecco perché suonarla è un obbiettivo che si pongono in molti. Se stai per iniziare con la chitarra, e vorresti imparare a suonarla, visita il sito numero uno per quello che riguarda le lezioni di chitarra online.

ARPEGGIARE O STRIMPELLARE?

La funzionalità di una chitarra classica

L’abbiamo vista nei film o nei grandi falò sulla spiaggia in una versione alternativa, i musicisti strimpellavano fornendo alla chitarra un suono più rozzo e allo stesso tempo esaltante.
Ma la versione classica di questo strumento è nata prettamente per una forma di arpeggio, tale da produrre, come detto in precedenza, un suono chiaro e pulito.

SUONARE LA CHITARRA CLASSICA

Nozioni basilari per iniziare

Come tutte le chitarre, anche questa ha sei corde le quali producono tutte un suono diverso. Dall’alto verso il basso si ha il MI, scendendo si suona il LA, RE, il SOL, il SI e per finire il Mi cantino, la corda più sottile.
Anche qui la presenza dei tasti, i quali dal capotasto di dirigono verso il foro.
Occorre in secondo luogo capire come maneggiare la chitarra, la postura da assumere e la posizione delle braccia.
È preferibile appoggiare il piede sinistro su di una superficie di almeno 10-15 centimetri, la schiena deve essere morbida e il braccio destro teso, il polso destro dovrà invece essere rilassato in modo tale da favorire la verticalità della mano.
Nella mano sinistra sarà invece fondamentale non piegare il polso all’indietro, le corde dovranno essere premute a pieno, affinché si garantisca la produzione di un suono liscio.
Molti chitarristi usano aggiungere un particolare che può garantire una variazione importante: le unghie.
Ciò garantisce una migliore prestazione a livello musicale. Attenzione però, le unghie dovranno essere limate solo nella mano destra, ovvero quella responsabile dell’arpeggio. La mano sinistra infatti dovrà solo avere il compito di pigiare in maniera ottimale.
Il barrè è una tecnica propria della chitarra classica, esso consente di aumentare la tonalità di un ottavo eseguendo con l’intero indice l’occlusione di tutte le corde su di un tasto.

L’USO DELLE DITA

Velocità e qualità in buone mani

Durante l’arpeggio le dita hanno un compito essenziale dal quale dipende la qualità della produzione.
Per garantire un buona velocità e il giusto equilibrio si usa il pollice per le corde più gravi, l’indice, il medio e l’anulare completano il movimento e non lasciano spazio al mignolo, il quale non verrà utilizzato ai fini dell’arpeggio.
Nella mano sinistra invece il pollice andrà a svolgere particolarmente una funzione di sostegno.

DETERMINAZIONE E SEMPLICITA’

Nulla è impossibile se si è determinati

La chitarra classica ha bisogno di molta costanza ed esercizio, esattamente come le parenti acustica ed elettrica.
Per raggiungere un buon traguardo basterà però poco tempo se l’applicazione giornaliera sarà sufficiente.
Il raggiungimento di un buon arpeggio sarà una soddisfazione personale e uno spettacolo piacevole per i tuoi amici, i quali saranno sbalorditi nel vedere i progressi raggiunti in così poco tempo.

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Corso per la sicurezza all’interno delle scuole

La scuola, almeno in teoria, dovrebbe sembrare uno dei luoghi più sicuri al mondo, invece abbiamo visto, purtroppo, come le mura scolastiche, per i più svariati motivi, possano racchiudere al loro interno una serie di pericoli al punto di farla paragonare a un qualsiasi luogo di lavoro. E come in un qualsiasi luogo di lavoro, devono essere attuate delle norme di sicurezza e formato il personale che usufruisce di tali spazi. In poche parole: docenti, personale ATA e alunni devono conoscere le norme di sicurezza e saperle mettere in pratica. Questo, ovviamente, non significa che non possano occorrere incidenti per i quali è comunque previsto il pagamento di una polizza assicurativa per avere il risarcimento, ma significa che è molto meno probabile che possano occorrere eventi che potrebbero essere evitati grazie a delle conoscenze in materia di sicurezza a scuola.

La sicurezza a scuola

scuola-02L. 23-96 – Norme per l’edilizia scolastica e L. 340/97 – Norme in materia di organizzazione scolastica e di edilizia scolastica. Queste due leggi regolamentano quella che è l’edilizia scolastica, e questo riguarda dunque la sicurezza strutturale di un edificio, ma esistono anche le leggi contenute nel D.Lgs. 81/08 che indicano come le figure che attuano all’interno della scuola debbano essere istruite e formate in modo adeguato al fine di garantire il rispetto delle normative sulla sicurezza e di agire in caso di emergenza.

I docenti, per esempio, sono i preposti alla corretta osservazione delle norme sulla sicurezza, ovvero, devono essere in primis loro stessi formati, poi devono essere in grado di formare  e informare sempre su tali norme e osservare e vigilare che queste vengano appunto osservate  messe in pratica nel modo corretto. Non deve poi stupire che gli alunni vengano identificati come i lavoratori e che per tale motivo siano, come questi ultimi, tutelati nel loro ambiente di lavoro che deve essere sicuro.

I corsi obbligatori

I corsi sulla sicurezza a scuola sono obbligatori per coloro i quali vengano nominati Responsabili di Prevenzione e Protezione. Per queste figure è previsto un corso di formazione con una durata di tempo variabile: ci sono tre moduli di durata differente, modulo A di 28 ore e a carattere generale, modulo B di 2 ore, specifico per la scuola e modulo C di 24 ore, anche questo a carattere generale. Vi sono poi gli addetti alle emergenze che vengono nominati dal dirigente scolastico  e che devono essere in grado di occuparsi del primo soccorso e della lotta antincendio. Anche in questo caso, quindi, è necessario frequentare un corso  che consta di 12 ore suddivise in 8 ore di pratica e 4 di teoria, per quanto riguarda il primo soccorso, per quanto riguarda l’antincendio, invece, la durata del corso dipende dal numero delle persone che sono presenti nel plesso scolastico.

Come si può notare, quindi, la sicurezza nella scuola non è una cosa da sottovalutare, bensì è regolamentata da rigide regole e da corsi che consentano agli utenti di gestire eventuali criticità. I costi dei corsi sono variabili e potrebbero essere a carico dell’utente, ma se ne trovano su tutto il territorio di diversa tipologia e, di conseguenza, con diversi costi

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Investigazioni private: domande e risposte 

 

Come dice un antico adagio, l’apparenza inganna. E il mondo è pieno di storie di raggiri clamorosi, molti dei quali costruiti con una sapiente opera di occultamento di dati sensibili. Ma cosa sarebbe accaduto se tutte le informazioni fossero diventate disponibili al momento giusto, cioè prima di prendere una decisione e convalidarla formalmente per ogni effetto di legge? Per evitare di trascorrere lunghi giorni – a volte anni – in cui la vita diventa un rimpianto da sliding doors, l’attimo fuggente scivolato via insieme alla chiusura di una porta scorrevole, è bene giocare d’anticipo.

Non lasciare al caso la trattativa su quello che sembra un buon affare, anche di fronte a una credibilità referenziata. O non lasciare che la vita privata sia costruita su una possibile finzione. Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio, soprattutto se la posta in gioco è alta. Purtroppo non sempre le informazioni sono immediatamente disponibili o facili da ottenere. Le investigazioni private nascono per ovviare a questo inconveniente.

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Un valido aiuto per il colloquio di lavoro in inglese

La necessità di aiuto per un colloquio di lavoro non nella propria lingua.

Prepararsi per un colloquio di lavoro in inglese, non è semplice e spesso anche se si ha una preparazione linguistica media o avanzata, si sente l’esigenza di ripassare alcuni concetti oppure tirare fuori i libri di scuola per “rinfrescarsi la memoria”.

In realtà ci sono alcune semplici cose che possono essere fatte prima del colloquio e che possono migliorare di molto l’impressione finale che si riuscirà a dare agli esaminatori.

Molte domande si ripetono nei colloqui e, al di là degli aspetti specifici, è sempre bene studiarsi le probabili domande e le migliori risposte da dare in inglese.

Imparare delle frasi che ricorrono spesso in un discorso è il primo passo verso il superamento del colloquio con esiti positivi, in quanto ci fornisce una marcia in più agli occhi del datore di lavoro.

Così visitando il sito web http://colloquioininglese.it/frase-utile/ ho potuto trovare delle idee e suggeramenti molto validi per poter preparare al meglio il colloquio

Alcuni esempi

Non è affatto un segreto che imparare le frasi ricorrenti possa rendere il tutto oltremodo più facile. Le frasi utili presenti sul sito sono ben impostate e coprono tutta la gamma di possibili risposte (o domande) che avvengono durante un colloquio di lavoro in inglese. Si spazia dalle semplici frasi riguardanti l’istruzione e gli obiettivi conseguiti presso l’università, a modi di dire più complessi.

Ad esempio utilizzare un’espressione come “Work against the clock” per indicare un’abitudine a rispettare le scadenze oppure come “Currently I’m between jobs” invece di “I’m out of work” potrà dare al vostro colloquio un tocco più serio e professionale.

In generale sono molte le informazioni utili che potrete trovare su questo sito, alcune più adatte alla vostra situazione e altre meno, ma nell’elenco troverete senz’altro degli spunti interessanti per poter fare bella figura.

Un aiuto non solo virtuale

Inoltre, qualora non vi vogliate fermare alle informazioni utili presenti nel sito, ma desideriate avere anche un docente a disposizione per revisionare il vostro curriculum vitae, oppure semplicemente per fare le “prove generali”, potrete compilare il form e avere subito le date disponibili

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Lead Generation e marketing educazionale: la formazione nel 2016

L’economia è in crisi (chi l’ha detto che ne siamo usciti fuori?), questa è la più grande menzogna volta a giustificare il fallimento di diverse aziende. Il fallimento è dovuto dalla trasformazione dei mercati che, come un essere vivente, sono in continua mutazione. Questo lo si deve in primis al prepotente imporsi di una tecnologia sempre più futuristica e all’avanguardia, ma anche a una diversificazione della concezione di acquisto dei clienti. Questi, infatti, si sono adattati a dei ritmi di vita molto stringati, per cui hanno sempre meno tempo per curare i loro acquisti, meno attenzione, e sempre più esigenze. Esigenze da soddisfare il più velocemente possibile e al costo più vantaggioso in relazione alla qualità.

Acquisire nuovi clienti, questo è il problema

Alla fine dei conti, la cosa che serve ai clienti è trovare velocemente ciò che possa risolvere il loro problema, mentre dall’altra parte ci sono le aziende che hanno sempre bisogno di nuovi clienti. Le due cose, quando s’incontrano, creano una relazione win to win, ovvero, soddisfa ambo le parti. Perché oggi quello che davvero conta per le aziende è vendere, diversamente avere un e-commerce è solo un occupare spazio virtuale senza alcun rientro economico, anzi, molto spesso si buttano via fin troppe risorse alla ricerca del fatturato perduto, senza comprendere che ci si deve necessariamente adeguare ai tempi.

lead-generation-02Cosa serve allora? Sicuramente le attività di lead generation sono la scelta migliore per acquisire nuovi contatti, ma dopo si deve coordinare una mirata strategia di marketing educational atta a coltivare quei contatti, a renderli sempre più interessati al nostro prodotto e infine a convincerli a diventare clienti. Ma non finisce qui, perché una volta fidelizzati, i clienti saranno in grado di sponsorizzare i nostri prodotti, sia grazie ai loro feedback, sia grazie ad altre azioni di referral marketing, come per esempio convincere i loro contatti ad acquistare i nostri prodotti o servizi.

Il blog è l’arma vincente

I contatti vanno educati, questo è un assunto insindacabile. Bisogna entrare in empatia col potenziale cliente, bisogna capire di cosa ha bisogno, e bisogna comunicargli che noi abbiamo ciò che gli serve. Per farlo bisogna educarlo, ovvero fargli conoscere i nostri prodotti e la nostra attività, generando man mano un interesse sempre maggiore in lui fino a che sentirà di aver trovato ciò che vuole e compirà l’azione.

Questo si può ottenere con un blog, offrendo al potenziale cliente contenuti di valore. Oggi la gente non vuole districarsi tra i vari annunci di pubblicità, che non sono altro che fredde insegne tutte uguali. Oggi bisogna catturare l’attenzione del possibile cliente, attenzione che sul web è davvero molto bassa, dando a chi le cerca informazioni, valori aggiunti, soluzioni. Offrire la soluzione al problema è l’arma vincente, e lo si può fare con i post di un blog, nel tempo, convincendo il potenziale cliente ad acquistare e piano piano a fare acquisti sempre più importanti.

Il futuro del web marketing nel 2016 è questo, clicca qui per informazioni aggiuntive.

Come Diventare Distributore Indipendente Herbalife?

Come Diventare Distributore Indipendente Herbalife?

Come Diventare Distributore Indipendente Herbalife? Se vuoi avviare una tua attività in proprio nel mondo del network marketing (e proprio sul network marketing diverse volte la Bocconi ha espresso un parere più che positivo su questa forma di business e di attività), una delle aziende che sta riscuotendo più successo è sicuramente Herbalife.

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Dieta Dukan

Il menu della dieta Dukan: alcune semplici regole!

La dieta Dukan è certamente uno dei regimi alimentari dietetici più seguiti e discussi degli ultimi anni. Strutturato in quattro distinte fasi, consente ai suoi seguaci di poter ottenere soddisfazioni congrue in tempi ragionevoli e, soprattutto, senza rinunciare eccessivamente a ingerire i propri cibi preferiti. Ma in che modo si può individuare correttamente il menu della dieta Dukan?

Il menu della dieta Dukan nella fase di attacco

Menu della dieta DukanCominciamo dalla fase di attacco, la prima di quelle più operative. In questa parte del percorso di sviluppo della dieta, il menu della dieta Dukan dovrà essere incentrato esclusivamente sul consumo di proteine magre. Ma in che modo? Ecco, giorno per giorno, qualche ipotesi da sviluppare:

Lunedì: a colazione si può optare per una bella tazza di latte (naturalmente scremato) e caffè con dolcificante (quindi, niente zucchero), oltre a uno yogurt magro con la crusca. A pranzo meglio optare per un affettato di pollo, o per fesa di tacchino al forno. Come spuntino potete scegliere uno yogurt greco magro, mentre a cena si sta leggeri e ben nutriti con fiocchi di latte e bresaola.

Martedì: a colazione 2 pankakes preparate con 1 uovo 1 cucchiaio e mezzo di crusca d’avena. A pranzo via libera a dei buoni involtini di bresaola e formaggio magri spalmabile, mentre come spuntino possiamo rinnovare l’approccio di ieri, relativo a uno yogurt greco magro. A cena pollo al forno (senza pelle) e fiocchi di latte.

Mercoledì: a colazione potete provare del latte (ricordate: sempre scremato) con caffè con crusca d’avena. A pranzo via libera a 2 hamburger di manzo magri o, se preferite, alcune fette di prosciutto cotto. Come spuntino rinnoviamo il nostro appuntamento con 1 yogurt magro, al quale potete aggiungere qualche goccia di caffè. A cena è ok un merluzzo bollito, e ancora uno yogurt magro.

Altri dettagli sul menu della dieta DukanGiovedì: possiamo iniziare alla grande la giornata con una tazza di latte e caffè, accompagnati da un muffin di crusca d’avena. A pranzo due hamburger magri di manzo, seguito da uno spuntino pomeridiano con un budino Dukan e, infine, a cena, con una saporitissima orata al cartoccio.

Venerdì: arriviamo a venerdì con una colazione a base di yogurt magro e caffè con dolcificante (niente zucchero, mi raccomando). A pranzo potete optare per un bel pesce azzurro, oppure per un tonno al naturale (condito con aceto) e polpa di granchio. Come spuntino potete sperimentare un buon budino magro alla vaniglia, mentre a cena alternate quello che non avete mangiato a pranzo (ad esempio, il tonno) con l’aggiunta di fiocchi di latte magri.

Sabato: iniziamo la giornata con una tazza di latte (sempre scremato) accompagnata da caffè con dolcificante e crusca d’avena. A pranzo rispolveriamo la ricetta a base di prosciutto cotto, tacchino o pollo alla piastra, mentre come spuntino riprendiamo l’abitudine di mangiare uno yogurt greco magro. Infine, a cena possiamo optare per un secondo di carne, come il coniglio o il pollo senza pelle, cotto al forno.

Domenica: chiudiamo la settimana con una colazione a base di latte scremato e caffè con dolcificante, e la “solita” crusca d’avena. A pranzo potete optare per una ricetta più ricca, con uova strapazzate e salmone affumicato. Al momento dello sputino, togliete dal frigo un budino magro, mentre a cena potete optare per affettato di tacchino e fiocchi di latte.

Il menu della dieta Dukan nella fase di crociera

Giungiamo poi alla fase di crociera, nella quale è – come noto – possibile aggiungere al proprio menu della dieta Dukan degli alimenti nuovi, iniziando l’alternanza di giorni con sole proteine, e giorni con proteine e verdure.

Ad esempio, nei giorni di sole proteine (ipotizziamo, lunedì, mercoledì, venerdì e domenica): a colazione potete iniziare con una tazza di latte scremato e del caffè, con della crusca d’avena. A pranzo potete potare per la carne che abbiamo già sperimentato nella prima fase (tacchino, pollo, coniglio, ecc.), mentre come spuntino teniamo fermo il nostro yogurt magro. Infine, a cena potete variare con del pesce, come il merluzzo bollito o l’orata al cartoccio, accompagnata da fiocchi di latte.

Nei giorni di proteine e verdure (martedì, giovedì e sabato), a colazione possiamo provare latte e caffè accompagnato con biscotti magri, mentre a pranzo possiamo accompagnare al pollo o altro tipo di carne bianca, dell’insalata mista, con melanzane e funghi. Manteniamo lo yogurt (questa volta, alla frutta) come spuntino, e l’abitudine di consumare pesce per cena (ad esempio, degli ottimi filetti di platessa) accompagnati da broccoli al forno.

Il menu della dieta Dukan nella fase di consolidamento

Giungiamo poi alla fase di consolidamento, nella quale possiamo aggiungere ulteriori alimenti, mantenendo però la regola di mangiare sole proteine il giovedì. Per gli altri giorni, invece, possiamo aggiungere alla colazione altri elementi come torta al cioccolato con cacao magro, a pranzo del riso alle verdure, a cena del consiglio con spinaci, e così via.

Il menu della dieta Dukan nella fase di stabilizzazione

Infine, nella fase di stabilizzazione manteniamo il giovedì riservato al menu con sole proteine pure, spaziando invece negli altri giorni (ma assumete la crusca d’avena ogni giorno).